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Tutti voi sapete quanto sia bello viaggiare. Tutti voi, però, se viaggiate, avete viaggiato, o siete in procinto di viaggiare, sapete anche che servono le giuste precauzioni; creme solari, kit di pronto soccorso, scarpe comode, ventaglio, soldi in contanti, fotocopie dei documenti, cartine, dizionario… e un qualcosa dove mettere tutto questo. Insomma, nel corso degli anni si sperimenta come tanti oggetti siano utili durante un viaggio e come gli stessi oggetti possano diventare inutili se non vengono messi in un contenitore consono.

(Desirée, dalla regia mi suggerisce l’esempio di un suo vecchio zaino, pagato ben 48 euri che ha iniziato d’improvviso a fare la muta rilasciando plastica nera su tutto ciò che c’era dentro. Oppure, ancora, di una borsa nuova che prese la pioggia e iniziò a odorare di pesce. O la calvin klein originalissima coi manici a cui sono venute le frange. E qui si ferma.)

Io quest’anno credo proprio di aver preso le precauzioni giuste. Vi spiego perché.

Tra il mio stalking quotidiano di prodotti di alta qualità, mi capitò di trovare questo nome, Ina Koelln, che è un brand che fa borse. E ora voi direte “ecco, molto in linea con i temi whole-bio-green del blog”, e io qui vi blocco: sì, ho cercato pure le borse bio. Tornando a ciò che dicevo, Ina Koelln è un brand portoghese che fa borse vegane, ecosostenibili e morbidose, e mi è venuta l’idea di contattarli. Il risultato, non mi ricordo neanche bene il processo da cui è arrivato, è stato che si sono offerti non solo di inviarmi un bellissimo zainetto, bensì di farmi testare un prototipo.

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In pratica, sono stata scelta per ricevere uno zaino, della linea Piñas Vegan Edition , Ludwig, che ha un nome proprio che ne aumenta il potenziale valore affettivo, fatto non coi teloni dei camion bensì con Piñatex™, ossia con le fibre delle foglie di ananas. No, non profuma di ananas e no, non deve essere conservato in frigo. Mi aspettavo anche io una certa delicatezza del prodotto dovuta al materiale, ma vi assicuro che non penso di aver mai strapazzato con tanta veemenza un povero zaino, e Ludwig ne è uscito indenne resistendo a pioggia, sballottamenti in treno, autobus, traghetto, su un aereo talmente grande che per poco non mi rasavano prima di salire avendo i capelli che pesavano troppo.. Inoltre, ho testato la capienza come si deve. I documenti ci stavano, la reflex da mille chili ci stava, per finire in bellezza ci ho fatto stare dentro pure il laptop, quello da 14 pollici. E quando ho tirato fuori la Canon ho pure scoperto che si era fatto i selfie.

È inutile che tiri in ballo il fattore estetico, ovviamente a me piace e anche tanto, e non è l’unica borsa di questa marca ad essere semplice ma con un tocco di classe: ci sono zaini e borse, ad esempio, fatti di sughero, oppure di pelle di pesce, tutti materiali, come già menzionato in precedenza, ecosostenibili – che è diverso da “biodegradabili”; la durata media è di gran lunga più elevata delle buste del Carrefour, sebbene provengano entrambi da piante -.

Quindi tutto questo per dirvi che Ludwig con Lilly, Charles, Poldi, Pierre e tutti gli altri dalla stessa collezione stanno per essere disponibile online per gente comune, non solo per noi gente testarda che testa cose. Per saperne di più, seguite Ina Koelln sulla loro pagina Facebook.

Qui di seguito le foto che ho scattato a Ludwig durante il nostro #tkabroad.

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P.S. Per chi se lo chiedesse, non credo che Ludwig sia commestibile.

Nota di Desirée: Immagino si percepisca la presenza di una mano meno sobria di quella di Thais, in parte della stesura del post. Questo perché la traduzione dall’inglese pareva una televendita di aspirapolveri su quelle reti che incontri solo quando schiacci tre volte lo stesso numero sul telecomando. Ecco, bisognava intervenire. Thais abbassa la testa, si dà una pacca sulla spalla e si scusa con tutti noi.

Nota di Thais: Mi scuserò con lei solo dopo che avrà tradotto i 397086145 post arretrati.

Thais FK

Italian photographer, recipe developer and content creator, Thais came to Finland by chance, but stayed for love. Through photography she tells stories about traveling, eating, cooking and living sustainably, in order to discover new cultures and not to forget her origins. Thais FK's portfolio: thaisfk.com

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